Il Nostro Approccio

Il nostro approccio psicoterapeutico prevede l’integrazione dell’aspetto relazionale (terapia della famiglia, terapia della coppia) con quello intrapsichico (approccio psicodinamico, terapia dell’individuo).

Autori di riferimento dell’approccio sistemico sono Bateson, Watzlawick, Salvini Palazzoli e altri…: un filone di studi che ha spostato l’attenzione dal mondo interno dell’individuo agli aspetti  relazionali ed ai modelli di comunicazione all’interno del nucleo familiare che possono portare alla formazione di sintomi. Si parte dall’idea che la persona che sviluppa il sintomo sia il depositario del disagio familiare. Viene attivata una psicoterapia familiare (quando necessario) per comprendere non solo il significato, ma anche il groviglio di emozioni di tutti i componenti del sistema che il sintomo, attraverso la sua manifestazione, tende a mostrare e nascondere allo stesso tempo.

L’approccio psicodinamico, che ha come autori di riferimento  Freud, Jung, Winnicott, Melanie Klein ecc…, si concentra sul mondo interno della persona e considera i sogni “la via maestra per l’inconscio”. L’attenzione, in questo caso, è spostata sul versante interiore e la persona è invitata a guardarsi dentro per prendere contatto con emozioni sepolte e integrare parti di sé dimenticate. Viene data grande importanza alla relazione terapeuta/paziente.

 

Perché l’integrazione? La nostra formazione ci ha portato ad approfondire questi due approcci, a farli dialogare, a trovare una connessione tra mondo interno e mondo esterno.

Per integrazione non intendiamo un lavoro parallelo ed autonomo tra professionisti con diversi orientamenti, bensì un lavoro congiunto tra gli stessi, di confronto e riflessione.

Tale modello trova la sua indicazione nelle situazioni di crisi individuale e familiare, nei disturbi dell’infanzia e dell’adolescenza, nelle crisi di coppia, in varie  situazioni sintomatiche (disturbi del comportamento alimentare, disturbi d’ansia, patologie somatopsichiche, etc.).